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Campolemisi

L'etimologia del nome Campolemisi è spiegata da due teorie: la prima individua l'origine del termine in Campolimiti, richiamando la posizione di confine tra i domini estensi, lucchesi e fiorentini; la seconda, forse meno attendibile, in Campo di Lemisi, cioè dal nome del proprietario del primo campo ove sorsero gli insediamenti.
Un'importante notizia è data da una mappa databile tra la fine del 1500 ed i primi decenni del 1600, che attesta per la prima volta l'esistenza di un nucleo di case sparse denominate Campo Lemisi.
Tra 1713 e 1716 si ha notizia dell'attività di una ferriera a Campolemisi, di proprietà della famiglia Papini. La veloce riduzione del materiale ferroso nelle vene metallifere e la concorrenza di altre ferriere situate su vie di comunicazioni più agevoli, fecero sì che, nel 1720, l'attività della lavorazione del ferro a Fornovolasco fosse profondamente ridimensionata e ben presto le vene metallifere abbandonate.
A due secoli dalla nascita, a Campolemisi vivevano ben 68 famiglie, per un totale di 300 persone. Il popolo, essendo ancora dipendente dalla parrocchia di Gragliana, sentì la necessità di avere una propria chiesa da dedicare alla Madonna della Neve. Dopo l'approvazione della domanda, furono avviati i lavori di costruzione della cappella, cui tutta la popolazione partecipò e che terminarono il 7 gennaio del 1824. Nel 1841 furono approvati gli statuti della confraternita appartenenti a detta chiesa e tre anni dopo fu ingrandita l'abitazione del curato.